Corso di disegno e creatività al Centro Commerciale Palladio
Un corso di disegno in un centro commerciale… sembra fantasia ma è realtà.
Ci sono luoghi che associamo al passaggio, al movimento, alla quotidianità.
Poi ci sono momenti in cui questi stessi luoghi si trasformano.
Per il secondo anno consecutivo, Studio Arti Visive ha partecipato alla Giornata Mondiale del Disegno presso il Centro Commerciale Palladio di Vicenza, dando vita a un’esperienza che ha trasformato uno spazio di transito in uno spazio di espressione predisposto da Studio Music Show.
Una trasformazione silenziosa ma evidente: tra vetrine e percorsi abituali, si sono aperti tavoli, fogli, matite e non solo… si è aperto un dialogo.
Quando realtà diverse riescono a dialogare con questa naturalezza, il risultato non è mai semplicemente un’attività, ma qualcosa di più profondo.
È un ambiente che accoglie, stimola, incuriosisce.
Soprattutto invita a fermarsi, vivere e condividere.

Un momento del laboratorio con Elisa Canaglia e due partecipanti speciali: mamma e figlia
Il valore dell’incontro tra generazioni
Una delle caratteristiche più interessanti della giornata è stata la varietà delle persone coinvolte.
Bambini, ragazzi, genitori, curiosi di passaggio.
Età diverse, esperienze diverse, ma una cosa in comune: la voglia di provare.
Il disegno, in questo contesto, diventa un linguaggio universale.
Dimostra il suo valore anche come Giornata Mondiale.
Non richiede prerequisiti, non crea barriere.
I più piccoli si avvicinano con naturalezza, senza filtri.
Per loro disegnare è ancora un gesto spontaneo, immediato, istintivo.
I ragazzi portano con sé influenze, riferimenti, gusti già più definiti.
E proprio per questo il confronto diventa interessante, stimolante, spesso sorprendente.
Gli adulti, invece, arrivano con un misto di curiosità e distanza.
Ma basta poco: una linea, una forma, un suggerimento, per ritrovare un gesto dimenticato.
In quel momento accade qualcosa di semplice ma importante: si torna a creare senza giudizio.
Le attività proposte durante la giornata sono state strutturate in modo da accompagnare i partecipanti in un percorso accessibile e stimolante, organizzato in più sessioni nel corso del pomeriggio.
Non si trattava solo di insegnare a disegnare, ma di offrire un punto di partenza.
Da una parte, il lavoro con i più piccoli ha mantenuto una dimensione ludica, basata sulla trasformazione delle forme semplici in personaggi animali.
Dall’altra, i partecipanti più grandi sono stati accompagnati verso una costruzione più consapevole del segno, entrando nel mondo del character design e del cartoon, dove scheletro, volumi e caratterizzazione diventano strumenti per raccontare un’identità visiva.
Ma al di là della struttura, ciò che ha reso significativo il laboratorio è stato il clima che si è creato formato da uno spazio in cui sperimentare era più importante del risultato.

Elisa Canaglia mentre segue con una bambina impegnata nel suo disegno
Dalle forme semplici agli animaletti del bosco
La prima sessione del laboratorio, dedicata ai bambini dai 6 ai 10 anni, ha lavorato su un principio tanto semplice quanto fondamentale nel disegno: ogni personaggio può nascere da forme geometriche di base.
Cerchi, ovali, triangoli e rettangoli sono diventati il punto di partenza per costruire figure espressive. Il lavoro non si è limitato alla copia di un soggetto, ma ha guidato i partecipanti a comprendere come una forma possa cambiare carattere a seconda delle proporzioni, della posizione e dei dettagli aggiunti.
Orecchie più grandi, occhi più vicini, zampe corte o allungate: ogni scelta diventava un modo per dare personalità al personaggio.
In questo senso, il laboratorio ha introdotto in modo leggero e accessibile alcuni concetti base del character design per l’infanzia, rendendo il disegno un gioco di costruzione, osservazione e invenzione.
La fase finale ha lasciato spazio alla rifinitura, al colore e alla valorizzazione del tratto, permettendo ai bambini di completare il proprio elaborato con una piccola identità visiva personale.
Character design cartoon: costruire un personaggio con metodo
La seconda sessione, rivolta ai partecipanti dagli 11 anni in su, ha affrontato il disegno con un approccio più tecnico e progettuale.
Qui il tema non era più soltanto disegnare l’estetica di un personaggio, ma capire come un personaggio prende anima e vita.
Dallo scheletro di costruzione, ai volumi, alla costruzione del corpo attraverso masse semplici capaci di dare tridimensionalità alla figura. Il tutto completato con dettagli, abbigliamento, espressioni e caratterizzazione.
Questo metodo ha permesso ai partecipanti di comprendere che il disegno cartoon, pur apparendo immediato e spontaneo, nasce spesso da una struttura molto precisa.
Dietro un volto espressivo, una posa dinamica o un costume riconoscibile c’è sempre una progettazione.
L’obiettivo era far emergere non solo la capacità grafica, ma anche la componente narrativa:
Chi è questo personaggio?
Che carattere ha?
Da quale mondo arriva?
Come si muove?
Domande semplici, ma fondamentali per trasformare un disegno in una piccola storia visiva.
Suggestioni pop e immaginari contemporanei
Un elemento particolarmente interessante della giornata è stato il modo in cui i partecipanti più grandi hanno portato nel laboratorio riferimenti visivi vicini al loro immaginario quotidiano.
L’ispirazione alla cultura pop asiatica e all’estetica legata al mondo K-pop, agli anime e manga contemporanei ha permesso di lavorare su personaggi più articolati e originali.
Questi riferimenti sono approfonditi da Elisa Canaglia nel suo articolo dedicato all’evento, in cui ha approfondito quanto il disegno sia oggi un linguaggio capace di assorbire influenze globali e trasformarle in qualcosa di personale.

Elisa Canaglia durante un momento di lezione presso il Centro Commerciale Palladio
Per entrare questo aspetto, leggi l’articolo di Elisa, che entra nel dettaglio del percorso creativo e delle schede didattiche che ha creato per la Giornata Mondiale del Disegno.
Ciò che ci ha colpito maggiormente è stato osservare come questi immaginari siano diventati un ponte tra tecnica e identità.
I ragazzi non stavano imitando uno stile ma lo stavano interpretando, adattandolo al proprio modo di raccontare.
Questa edizione ha visto la presenza anche di Alberto Baldisserotto con Elisa Canaglia.
Una sinergia che va oltre l’organizzazione di un evento.
È una collaborazione attorno a un obiettivo comune, assieme a Studio Music Show: creare esperienze che coinvolgano le persone in modo autentico.

Alberto Baldisserotto con Elisa Canaglia
Quando il disegno ispira anche chi lo insegna
C’è un aspetto che spesso si dà per scontato: si pensa che siano sempre i partecipanti a ricevere qualcosa.
In realtà, giornate come questa funzionano in entrambe le direzioni.
Il confronto con chi disegna senza schemi, con chi si avvicina al foglio senza aspettative, rimane sempre una fonte continua di ispirazione.
Ogni tratto racconta un modo diverso di vedere il mondo.
Ed è proprio questo che rende prezioso lavorare con fasce d’età legate alla fantasia, alla scoperta, all’esplorazione: non sai mai cosa emergerà.
Il disegno diventa così uno strumento di osservazione reciproca.
Non solo insegnamento, ma scambio.
Di dialogo che va oltre la parola e condivide l’essenza.
Portare un’attività artistica all’interno di un centro commerciale può sembrare una scelta insolita.
E forse lo è.
Ma proprio per questo è efficace, perchè gioca su una spensieratezza che allo stesso tempo porta in profondità.
Significa portare la creatività dove non ci si aspetta di trovarla e rendere il disegno accessibile, vicino, quotidiano.

Uno dei banchi del laboratorio al Centro Commerciale Palladio
Un percorso che continua
Questa seconda edizione della Giornata Mondiale del Disegno al Centro Palladio è stata una conferma.
La conferma che esiste un bisogno reale di espressione, dove il disegno è ancora uno strumento potente e quando si crea un contesto accogliente le persone rispondono.
La creatività non ha bisogno di contesti perfetti per esistere.
Le basta uno spazio, un foglio e qualcuno disposto a disegnare.
Un tratto e via… un mondo, un universo inaspettato prende forma!

L’ambiente predisposto per il laboratorio

