Laboratorio di pittura rupestre – Preistoria nella scuola primaria
Si ritorna all’arte primitiva con un laboratorio di pittura che esplora come, molto prima che la parola venisse pronunciata o scritta, l’essere umano ha scelto il disegno per raccontare il mondo. Le grotte di Lascaux in Francia o quelle di Altamira in Spagna, con le loro pareti vibranti di bisonti, mani e animali immaginari, sono le prime “pagine” della nostra storia visiva. Quei segni, tracciati migliaia di anni fa, parlano ancora oggi con una forza viscerale, che affonda nel bisogno innato di esprimere, comunicare, rappresentare.
Proprio a quelle radici antiche si è ispirato il laboratorio ‘Pitture Rupestri’, realizzato nelle classi terze delle scuole primarie A. Faedo di Chiampo e Don P. Mistrorico di Arso, sotto la guida artistica di Elisa Canaglia e con la collaborazione di Alberto Baldisserotto. Le cromie calde e terrose – il rosso mattone, il beige ocra, il nero delle incisioni – sono diventate lo sfondo evocativo per un’esperienza immersiva tra dinosauri, fossili e uomini primitivi.

Elisa Canaglia spiega alla lavagna come disegnare un autoritratto di sè stessi in veste primitiva
Un gioco? Certo.
Ma anche qualcosa di molto più profondo.
Non è un semplice percorso artistico: è un’immersione profonda in ciò che ci rende umani fin da bambini. Il segno, infatti, arriva prima della parola. E il disegno – la linea istintiva, il gesto immediato – è uno dei primi modi con cui impariamo a raccontarci al mondo.
Non è un caso che i bambini coinvolti si siano lasciati trasportare con naturalezza in questa esperienza: disegnare come gli antichi significava risvegliare qualcosa che già conoscevano, come se il gesto del colore e della forma fosse da sempre custodito in loro.

Schemi predisposti alla lavagna mostrano come si può disegnare con semplicità un dinosauro e due personaggi in veste preistorica
Il segno prima della parola – un laboratorio tra caffè e dinosauri
Il laboratorio si è sviluppato in quattro blocchi, ognuno costruito con cura per avvicinare i bambini all’arte preistorica in modo semplice, creativo e coinvolgente.
Dapprima si è lavorato su carta, progettando scene in cui ogni singolo alunno si è autoritratto in veste primitiva, studiando dinosauri e fossili, per incorniciare il tutto con una forma irregolare a simulare una parete di pietra. Ogni elemento è stato costruito a partire da forme di struttura base – una U per la testa, un rettangolo per il corpo… e così via – trasformate con fantasia e personalità. I personaggi prendevano vita con capelli mossi o dritti, abiti tigrati o maculati, clavi, rami o… pennelli!

Uno degli alunni all’opera nel realizzare un suo autoritratto preistorico affiancato ad una interpretazione di una bimba
Si è poi passati alla fase del colore: stesure a dita, sfumature, mescolanze di rosso mattone, ocra e nero, con tecniche semplici ma suggestive come la pittura al caffè e l’uso del sale per creare effetti materici. Ogni classe ha lavorato su grandi fogli condivisi, suddividendo forme e colori, mentre due bambini per volta dipingevano superfici che sarebbero poi diventate sagome, pietre, dinosauri.

Un momento tratto dalla stesura del caffè sulla carta d’acquerello: buono da bere ma anche un grande valore artistico per la pittura
Il laboratorio di pittura si è concluso con la creazione di vere e proprie “composizioni rupestri”: ogni alunno ha contribuito con l’ausilio di stencil predisposti per punteggiare a mano, incollando poi le sagome ricavate sui fogli dipinti con il caffè. A completare l’opera, le impronte degli alunni accanto a quelle delle mani delle maestre, stampate attorno alle composizioni finali, per suggellare simbolicamente questo passaggio di cura e sapere tra generazioni.

Il momento delicato in cui si inizia a provare l’assemblaggio del personaggio, con l’ausilio di un cartamodello
Tutto in un flusso creativo continuo, energico, collettivo.

Ed ecco che la composizione prende forma: un bambino preistorico e un triceratopo iniziano a prendere vita!
Il risultato? Una vera e propria “grotta immaginaria” collettiva, realizzata su grandi fogli che simulano pareti rocciose, su cui campeggiano figure umane, dinosauri, utensili e fossili, in un racconto visivo stratificato e sorprendente.

La composizione finale, firmata dalle mani degli alunni che hanno dato forma all’opera
Leggi l’approfondimento specifico del percorso didattico nell’articolo dedicato di Elisa Canaglia.
L’arte che abita in ognuno di noi
C’è qualcosa di commovente nel vedere una bambina e un bambino autoritrarsi come piccoli essere primitivi, immersi tra il rosso della terra, il design di una clava in mano, immaginandosi accanto a un dinosauro. È un gesto che racconta chi siamo, da dove veniamo e forse anche dove vogliamo andare. Non serve sapere disegnare: serve sentire.
Nel laboratorio ‘Pitture Rupestri’, il segno è diventato memoria. E la memoria, in questo caso, è diventata gioco, racconto, scoperta. Un’esperienza dove l’arte non è stata solo un mezzo espressivo, ma un veicolo per parlare di tempo, identità e connessioni invisibili.
Perché l’arte, anche quella più antica, non abita solo nei musei o nelle grotte: abita nei gesti dei bambini, nella loro capacità di credere, inventare e – soprattutto – ricordare.
L’attività didattica per istituti a cui ci dedichiamo in diversi contesti, in questo caso ha dimostrato come l’arte può parlare a ogni età e che il disegno, con la sua forza arcaica e diretta, è un linguaggio capace di attraversare il tempo. Nelle mani dei bambini, quei segni antichi sono tornati a vivere con gioia, stupore e meraviglia!
Tutte le opere realizzate sono esposte presso la Biblioteca Civica di Chiampo, in occasione della mostra del libro Leggere… è una magia. Un’occasione preziosa per condividere con la comunità l’energia creativa dei bambini, restituendo valore a ogni loro segno come parte di un racconto collettivo che unisce arte, lettura e immaginazione.

Elisa Canaglia in un momento di cura dell’allestimento della mostra per la Biblioteca di Chiampo
Un ringraziamento speciale va ad Ester Graziano e a tutte le maestre che, con passione e dedizione, hanno saputo coordinare le classi, accompagnando i bambini in ogni fase del laboratorio. È anche grazie alla loro cura, al loro entusiasmo e al loro prezioso lavoro quotidiano che tutto ha potuto prendere forma con così tanta bellezza e partecipazione.

Da sinistra: Alberto Baldisserotto, Ester Graziano ed Elisa Canaglia all’inaugurazione della mostra espositiva
Grazie di cuore a tutti i presenti all’inaugurazione della mostra, che con tanta partecipazione hanno restituito ai bambini il senso del grande lavoro che hanno svolto con tanto impegno durante le lezioni in classe.

La grande affluenza all’inaugurazione, un momento letteralmente… magico!

